29. giu, 2016

Testo

E' ancora possibile oggi entrare in contatto con realtà diverse, lontane dal nostro modo di vivere, dalle nostre abitudini o cultura? Ci siamo posti questa domanda prima di partire per un viaggio in Ecuador. Noi siamo persone "normali", certo non esploratori in grado di affrontare foreste o notti in capanne. Il programma, proposto da un'agenzia locale ( Mashipura Viajes, sono davvero bravi...), ci aveva invece tentato e ci siamo lasciati sedurre da questa idea un pò insolita. Abbiamo scelto un programma di viaggio con le mete più turistiche e imperdibili dell'Ecuador come Quito, Otavalo e le Galapagos dove abbiamo dormito in hotel ma anche con alcuni giorni insoliti e originali: la visita a Los Tsachilas ( chiamati anche Los Colorados) una etnia che vive ancora oggi rispettando i loro valori tradizionali, un'antica hacienda all'interno del Parco Nazionale del Cotopaxi e alcuni giorni in Amazzonia dormendo in capanne tradizionale.

Dopo aver visitato Quito con le sue chiese storiche immerse nel sapore dell'incenso e del profumo del "palo santo", un albero che bruciato fa "scappare" i cattivi spiriti, abbiamo visitato il mercato di Otavalo con i suoi tessuti multicolori. Poi abbiamo raggiunto i Tsachilas. Ci hanno accolto con i loro abiti tradizionali, che ancora oggi usano, e con i capelli colorati di rosso dai semi di achote, una pianta tropicale. Abbiamo mangiato con loro, dormito in capanne semplici, partecipato ad un loro rito religioso, goduto del loro bagno termale a vapore. Quindi il Cotopaxi: splendido e maestoso. Lo abbiamo conosciuto a cavallo, accompagnati da una guida indigena dormendo in camere semplici ma accoglienti nell'hacienda El Porvenir. L'Amazzonia è stata la vera sorpresa. Non tanto per la natura lussureggiante, le immense piante, il fiume navigato in canoa, quanto per la gentilezza dei suoi abitanti, per l'accoglienza nelle loro case e nelle loro famiglie. Nulla di turistico e programmato, tutto molto spontaneo. In conclusione poi le Galapagos, il contatto con l'ambiente roccioso e vulcanico, i leoni marini e le tartarughe giganti che nuotano assieme a noi, ospiti nel loro paradiso.

Per fare questo viaggio è sufficiente una condizione fisica normale, non serve un'equipaggiamento speciale.

Il viaggio è' stato entusiasmante. Abbiamo apprezzato la gentilezza di questi popoli, la natura incontaminata in cui vivono, sentita la loro musica, mangiato i loro cibi tradizionali e risposto alla nostra domanda iniziale: si, è ancora possibile avere dei contatti genuini e veri con popolazioni chi vivono ancora oggi rinunciando al nostro modello di sviluppo. Vale la pena affrontare qualche disagio per tornare a casa con la meravigliosa sensazione di essere stati si dei semplici turisti, ma anche di aver vissuto un'esperienza indelebile nei nostri ricordi.

Carla e Edoardo